Revisione prezzi e variazione in diminuzione

Revisione prezzi e variazione in diminuzione:  meccanismi previsti

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È possibile procedere a una variazione in diminuzione dei prezzi?

A sommesso avviso di chi scrive (fermo restando acquisizioni giurisprudenziali in materia), la risposta è diversa a seconda che si tratti di un contratto disciplinato dal nuovo (D.Lgs.36/2023) o dal vecchio Codice (D.Lgs.50/2016).

Ciò in quanto:

– nel primo caso trova applicazione il meccanismo revisionale previsto dall’art. 60 del D.Lgs.36/2023;

– nel secondo caso trova, invece, applicazione il meccanismo di “adeguamento dei prezzi” di cui all’art.26 del DL 50/2022 (DL Aiuti come convertito e modificato sino ad oggi – vedi anche altri articoli del blog a riguardo).

Per rispondere alla domanda, pertanto, sembra opportuno analizzare le differenze tra i predetti meccanismi. Di seguito un contributo per rispondere al quesito.

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Art.26 del DL Aiuti

Aumento e diminuzione dei prezzi?

Com’è noto, la Legge di Bilancio 30/12/2023, n.213 ha esteso l’applicazione dello speciale “meccanismo di adeguamento dei prezzi”, previsto dall’art.26 del DL Aiuti (DL 17/5/2022 n.50, convertito con Legge 91/2022 e modificato con Legge 197/2022), anche ai lavori eseguiti/contabilizzati/annotati nell’anno 2024 (Si veda articolo del Blog del 9/1/2024)

Essendo ragionevole ipotizzare che, tra il 2022 e il 2024, i prezzi di talune lavorazioni siano diminuiti, pare opportuno domandarsi se l’applicazione di tale meccanismo comporti anche la possibilità di allibrare in contabilità prezzi inferiori a quelli contrattuali.

Si ipotizzi il seguente caso:

-Fornitura e posa di Calcestruzzo Euro 152/mc – Prezzo contrattuale anno 2022;

-Fornitura e posa di Calcestruzzo Euro 142/mc – Prezzo Elenco Prezzi anno 2024.

Talune stazioni appaltanti sostengono che, nell’esempio indicato, il Direttore dei lavori dovrebbe – all’atto dell’allibramento contabile delle voci per la Fornitura e posa del CLS – applicare il DL Aiuti “in diminuzione”, ossia liquidare il corrispettivo nella misura di Euro 142/mc in luogo del prezzo contrattuale pari ad Euro 152/mc.

Interpretazione che, a sommesso avviso di chi scrive, non pare corretta, per le seguenti ragioni.

 

 A) Le finalità del “meccanismo” previsto dal DL Aiuti.

Il meccanismo previsto dai commi 1, 6-bis e 6-ter dell’art.26 del DL Aiuti (come convertito e successivamente modificato sino alla ultima legge di bilancio 213/2023) è espressamente finalizzato a fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi.

L’art. 26 precisa, infatti, che la disposizione ha quale ratio di fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione …”.

 

B) La modifica contrattuale e l’adeguamento “unicamente” contabile.

Applicato come esposto nell’esempio, il meccanismo in argomento comporterebbe un’integrale sostituzione dell’elenco prezzi contrattuale con quello vigente al momento della contabilità.

Il che sostanzierebbe una modifica contrattuale non prevista né dalle disposizioni surrichiamate né dall’art.106, comma 4 del Codice 50/2016 (teoricamente applicabile, ratione temporis, alle ipotesi contemplate nelle predette disposizioni – oggi art. 120, comma 4, del D.Lgs 36/2023)

Come noto peraltro, i Nuovi Prezzi contrattuali andrebbero determinati applicando il procedimento dell’art. 8, comma 5, del DM 49/2018 (oggi Allegato II. 14, art. 5, comma 7), ovvero desumendoli dai prezzari alla data di formulazione dell’offerta.

La revisione prezzi del DL Aiuti, pertanto, è chiaramente una revisione di natura contabile che non modifica, come invece nel caso dell’art. 60 del D.Lgs 36/2023, le pattuizioni originarie e quindi “tutti” i prezzi contrattuali; in difetto, appunto, ci troveremmo dinanzi ad una modifica sostanziale del contratto.

 

 C) Il Conguaglio.

Il conguaglio, previsto dai commi 3 e 6-quinquies dell’art.26, riguarda espressamente la sola ipotesi in cui la stazione appaltante abbia già corrisposto un maggiore importo calcolato sulla base dei prezzari applicabili nelle more dell’aggiornamento dei prezzari (previsto, rispettivamente, dai commi 2 e 6-bis).

Le disposizioni in argomento, infatti, stabiliscono che:

nelle more dell’aggiornamento del prezzario si applica l’ultimo prezzario adottato;

– una volta pubblicato il prezzario aggiornato si procede al conguaglio del maggior importo “solo temporaneamente” (ossia nelle more dell’aggiornamento del prezzario) riconosciuto;

il conguaglio, in aumento o in diminuzione, va dunque operato nella sola ipotesi in cui il maggior importo corrisposto all’impresa, calcolato sulla base del prezzario temporaneamente applicabile nelle more dell’adozione del prezzario aggiornato, risulti inferiore o superiore a quello calcolato applicando il prezzario aggiornato;

Cosi l’art. 26, al comma 6 quienques: “ Nelle more dell’aggiornamento dei prezzari di cui al comma 6 bis, le stazioni appaltanti utilizzano l’ultimo prezzario adottato… All’eventuale conguaglio, in aumento o in diminuzione, si provvede in occasione del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori …

 

D) L’intenzione del Legislatore e la lettera della legge.

Le disposizioni di cui ai commi 1, 6-bis e 6-ter, dell’art. 26 non prevedono affatto di pagare l’importo dovuto in base al SAL “a prezzi aggiornati” (per importo dovuto s’intende quello al netto del ribasso d’asta) bensì di calcolare, sulla base di questo, i maggiori importi da corrispondere, nella misura dell’80 o del 90 per cento, alle imprese esecutrici.

Se avesse voluto introdurre il mero obbligo di applicare i prezzi aggiornati e non quello di corrispondere i maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzi aggiornati, infatti, il Legislatore avrebbe dettato una disposizione analoga a quella di cui al comma 8 del medesimo art.26 (che, in relazione agli accordi quadro di lavori con termine finale di presentazione dell’offerta entro il 31 dicembre 2021, prevede proprio l’obbligo di stipulare i contratti attuativi utilizzando i prezzari aggiornati).

Nei casi previsti dai commi 1, 6-bis e 6-ter, dell’art. 26, invece, l’obbligo di adottare gli stati avanzamento lavori applicando i prezzi aggiornati è solo strumentale al calcolo dei maggiori importi da corrispondere ai sensi delle disposizioni medesime.

Ciò che deve essere corrisposto all’impresa, pertanto, è il 90 o l’80 per cento del maggior importo, corrispondente alla differenza tra l’importo dovuto in base al SAL “a prezzi aggiornati” e quello in base al SAL “a prezzi contrattuali”.

La stessa decurtazione dell’alea (rispettivamente del 10 e del 20 per cento) in ragione dell’anno di presentazione dell’offerta, infatti, può solo riguardare il maggior importo così calcolato; prova ne sia che il citato comma 8, nell’imporre l’applicazione dei prezzi aggiornati in luogo di quelli contrattuali, non prevede alcuna decurtazione.

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In conclusione, sul punto, fermo restando acquisizioni giurisprudenziali in materia, qualora manchi il maggior importo da riconoscere (perché la differenza tra l’importo dovuto in base al SAL “a prezzi aggiornati” e quello in base al SAL “a prezzi contrattuali” è nulla o negativa), il corrispettivo da corrispondere all’impresa rimane quello dovuto in base al SAL “a prezzi contrattuali”.

Art.60 del D.Lgs. 36/2023.

Aumento e diminuzione dei prezzi?

L’art. 60 del D.Lgs.36/2023 prevede un meccanismo di revisione di natura contrattuale, totalmente diverso da quello prima descritto, che si applica:

-al verificarsi di condizioni di natura oggettiva;

-nel caso di variazione del costo dell’opera (in aumento o in diminuzione) superiore al 5% dell’importo complessivo dell’opera, in relazione alla prestazione ancora da eseguire;

L’aliquota del 5% non costituisce un’alea ma una soglia di applicazione e le variazioni si determinano sulla base di indici ISTAT (indici sintetici). Gli indici ISTAT sono pubblicati sul portale istituzionale dell’ISTAT.

In concreto, la Revisione prevista dall’art. 60, modifica il contratto ed i prezzi ivi previsti, aumentando o diminuendo gli stessi sulla base delle rilevazioni ISTAT, anno per anno, potendo verificarsi, quindi, diverse oscillazioni nel periodo di esecuzione dell’opera.

Trattandosi di una modifica prevista esplicitamente dalla Legge, il prezzo cosi diminuito diviene quello di riferimento per la contabilità.

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