Percorsi tortuosi e difficili

Le riserve e l’appalto integrato: il D.Lgs 36/2023 e la giurisprudenza

Le riserve e l’appalto integrato

sorprese integrate

L’appalto integrato, ai sensi dell’art. 44 del DLgs 36/2023, ha quale caratteristica essenziale che, a differenza di quanto accade ordinariamente, la prestazione dell’impresa comprende, oltre all’esecuzione dei lavori, anche la progettazione esecutiva.

Negli ultimi anni, tale sistema di affidamento ha avuto larga applicazione nell’ambito del PNRR.

Come si concilia la disciplina delle riserve con gli obblighi (particolari) assunti dall’impresa nell’appalto integrato?

***

L’appalto integrato. La progettazione esecutiva dell’impresa

Nell’appalto integrato l’accordo tra Stazione appaltante e l’Impresa si forma sul PFTE e non sul progetto esecutivo, il quale deve essere sviluppato dalla stessa Impresa.

Il PFTE posto a base di gara, in ogni caso, come previsto dall’Allegato I.7 deve essere sviluppato con un livello di approfondimento tale da individuare prestazionalmente le caratteristiche principali, anche geometriche, formali, tecnico-costruttive e materiche, dell’intervento e segnatamente quelle alle quali il committente attribuisce rilevanza ai fini del conseguimento degli obiettivi e dei risultati desiderati.

Ciò significa che nell’appalto integrato vi è una ripartizione di compiti tra stazione appaltante ed impresa e non è corretto rinviare, se non in casi specifici e particolari, alla fase esecutiva scelte che attengono al PFTE.

D’altra parte l’art. 22, comma 7, dell’Allegato I.7 prevede che nell’ipotesi di affidamento congiunto di progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori:

a) Il Progetto esecutivo è redatto sulla base del PFTE;

b) Il Progetto esecutivo non può prevedere significative modifiche alla qualità e quantità delle lavorazioni previste nel PFTE;

c) Sono ammesse le modifiche qualitative e quantitative, contenute entro i limiti stabiliti dal codice.

Considerato che con la fase esecutiva, le opere sono definite in dettaglio e sono descritte compiutamente in ogni particolare architettonico, strutturale e impiantistico, l’appaltatore – che redige tale elaborato – assume certamente un rischio di impresa più ampio rispetto al consueto e vede limitata la possibilità di contestazioni in caso di errori/omissioni progettuali.

Tale rischio incide oggettivamente sulla possibile iscrizione delle riserve.

L’appalto integrato e le riserve

Cosa accade se il PFTE (posto a base di gara) contiene errori ed omissioni?

Sino a che punto l’impresa assume il rischio legato ad erronee/omesse analisi, studi, sondaggi preliminari in sede di PFTE?

Come si è detto l’appalto integrato si caratterizza, rispetto ad altri sistemi di realizzazione delle opere pubbliche da:

a) La ripartizione dei compiti relativi alla progettazione dell’opera tra la stazione appaltante e l’impresa;

b) L’imposizione a quest’ultima di redigere il progetto esecutivo attenendosi alle indicazioni del PFTE;

c) La possibilità di introdurre variazioni tra PFTE ed Esecutivo unicamente nei casi previsti dal Codice (varianti/modifiche) e nei limiti previsti dal Capitolato Speciale di Appalto (documento che assume importanza fondamentale, anche ai sensi dell’art. 87 del D.Lgs 36/2023)

Nel corso della realizzazione delle opere, quindi, le contestazioni e le riserve dell’appaltatore incontrano maggiori limiti rispetto all’ordinario.

Le riserve, comunque, vanno redatte (Impresa) ed analizzate (Stazione appaltante) sulla base dei principi previste dall’art. 7 dell’Allegato II.14 e dal Capitolato Speciale di Appalto (Art. 1, comma 2, lett. v), dell’Allegato II.14): ammissibilità, tempestività e fondatezza (Si veda l’articolo del Blog del 27/9/2023).

Per quanto concerne le riserve di natura meramente contabile, la gestione delle stesse segue (in termini generali) le regole ordinarie, avendo quale riferimento gli atti contabili. Potrebbe tuttavia accadere che determinate contestazioni sugli allibramenti siano connesse a previsioni poco chiare del progetto esecutivo (corpo, misura).

In ogni modo, la principale problematica che si è riscontrata nell’appalto integrato concerne gli studi, le analisi, le verifiche ed i sondaggi preliminari necessari per realizzare l’opera; adempimenti previsti nel PFTE come chiaramente previsto dall’Allegato I.7 e dell’Allegato I.13.

Se durante l’esecuzione delle opere dovessero, per esempio, emergere interferenze tali da causare un anomalo andamento dei lavori, occorre valutare se la ridotta produttività subita dall’impresa sia imputabile alla stazione appaltante (per omessa previsione nel PFTE) oppure all’Impresa (per omessa indicazione nel progetto esecutivo), in forza della ripartizione dei compi progettuali.

Innanzitutto, come già indicato, il rapporto contrattuale tra le parti è disciplinato dal Capitolato Speciale di Appalto (art. 87 del D.Lgs 36/2023si veda articolo Blog del 26/7/2023); documento che dovrebbe identificare lo specifico rischio connesso all’opera e, nel caso di appalto integrato, dovrebbe circoscrivere molto bene eventuali adempimenti ulteriori a carico dell’impresa nella fase di redazione del progetto esecutivo (approfondimenti tecnici, analisi, sondaggi, ecc).

Laddove non siano previsti (e motivati) particolari oneri nel capitolato, la giurisprudenza (anche recente, Cassazione Civile del maggio 2024) precisa come l’effettuazione degli studi, analisi ed e indagini precede la redazione del progetto esecutivo, essendo funzionale alla predisposizione del livello precedente (oggi il PFTE).

In concreto la mancata effettuazione degli studi, analisi e verifiche nel PFTE potrebbe costituire, sempre secondo giurisprudenza, inadempimento del dovere di cooperazione da parte della stazione appaltante se non esplicitamente posta a carico dell’Impresa.

Occorre ribadire come non sia semplice trovare il giusto equilibrio ed evitare di ampliare ingiustificatamente l’oggetto della prestazione dovuta da una parte, restringendo invece quello della prestazione dovuta dall’altra.

In conclusione, la parte (Impresa o stazione appaltante) deve adempiere alla propria prestazione nei termini previsti dal Codice, senza agire con la riserva mentale di attribuire all’altra eventuali proprie dimenticanze o inadempienze.

Nel caso in cui la stazione appaltante intenda attribuire alla fase esecutiva determinati approfondimenti tipici del PFTE (verifiche, indagini, studi) deve esplicitarlo nel Capitolato Speciale di Appalto e negli atti di gara, prevedendo il relativo compenso.

Riproduzione vietata. Eventuali citazioni devono riportare il nome dell’Autore, il sito e la data di pubblicazione.