Errore progettuale: riserve e varianti nel D.Lgs 36/2023

Errore progettuale: riserve e varianti nel D.Lgs 36/2023

Prontuario Gestione delle varianti in corso d'opera - terza Edizione

Come viene gestita la variante per errore progettuale nel D.Lgs 36/2023?  In caso di errore progettuale, l’appaltatore può iscrivere riserve? Cosa si intende per errore od omissione progettuale?

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Errore progettuale e variante

L’art. 3 dell’Allegato I.1, del D.Lgs 36/2023 definisce l’errore od omissione progettuale nei seguenti termini”

A) inadeguata valutazione dello stato di fatto,

B) mancata od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione,

C) mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta,

D) violazione delle regole di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali”.

Rispetto alla previgente disposizione contenuta nell’art. 106, comma 2, del D.Lgs 50/2016, l’art. 120 del D.Lgs 36/2023 non contiene alcun specifico riferimento alla variante determinata da errore ed omissione progettuale.

 

N.B.

Nel DLgs 36/2023 (Codice dei Contratti) in caso di errore od omissione progettuale, la relative varianti seguono le regole comuni a tutte le varianti ordinarie (limiti quantitativi e qualitativi).

In concreto, comunque, nell’ambito delle responsabilità professionali, la disciplina normativa vigente non intende colpire l’errore o l’omissione del progettista in sé, ma unicamente l’errore od omissione che procura, totalmente o parzialmente, pregiudizio all’opera oppure che determina a carico della stazione appaltante esborsi per risarcimenti danni.

Gli errori e le omissioni progettuali possono, quindi, essere di due tipi:

A) quelli che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione o l’utilizzazione dell’opera.

B) quelli che non compromettono, nemmeno in parte, la realizzazione o la funzionalità dell’opera.

Nel primo caso, il progettista risponderà anche di eventuali danni connessi all’inadempimento (es: risarcimento per riserve anomalo andamento ecc). Così, per esempio, se l’errore od omissione determina un ritardo nel completamento dell’opera oppure la perdita del finanziamento, il progettista risponderà degli oneri conseguenti.

Nel secondo caso (il più frequente), l’unico maggior costo (in genere) concerne la riprogettazione e l’emendamento dell’errore. Infatti nella maggior parte dei casi le omissioni od errori non determinano un vero e proprio onere per la stazione appaltante. Per maggior costo, infatti, si deve intendere la differenza fra i costi e gli oneri che lo stesso committente deve sopportare per l’esecuzione dell’intervento a causa dell’errore od omissione progettuale ed i costi e gli oneri che avrebbe dovuto affrontare per l’esecuzione di un progetto esente da errori od omissioni.

Per esempio: se nel computo sono state dimenticate 3 finestre e poi le stesse sono inserite successivamente, non si rinviene un maggior costo per il committente; il costo delle finestre, infatti, se fosse stato previsto inizialmente avrebbe determinato un incremento di valore pari alla variante (fatto salvo casi particolari).

Errore progettuale e riserve

L’art. 210, comma 2, del dlgs 36/2023 (come il previgente art. 205 del dlgs 50/2016) prevede che non possono essere oggetto di riserva gli aspetti progettuali che siano stati oggetto di verifica ai sensi dell’art. 42 “

Tale previsione impedisce all’Esecutore di contestare le scelte progettuali, ma non impedisce allo stesso di contestare ed eccepire errori progettuali.

Nella sostanza non può essere compressa la facoltà dell’Esecutore di contestare errori/omissione del progetto, quanto piuttosto l’impossibilità – per il RUP – di utilizzare l’istituto dell’accordo bonario e della transazione per definire rivendicazioni legate a tali circostanze.

D’altra parte la disposizione in esame è inserita nella Parte I del Titolo II relativo proprio ai “Rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale” e non è inserita nell’art. 7 dell’Allegato II.14 che disciplina le riserve.

Anzi, come indicato nell’articolo del 27/9/2023 di questo blog, tale articolo 7 impone delle regole rigide in tema di inammissibilità delle riserve e tra queste l’obbligo di indicare

c) le contestazioni relative ALL’ESATTEZZA TECNICA DELLE MODALITÀ COSTRUTTIVE previste dal capitolato speciale d’appalto O DAL PROGETTO ESECUTIVO;

d) le contestazioni relative alla difformità rispetto al contratto delle disposizioni e delle istruzioni relative AGLI ASPETTI TECNICI ed economici DELLA GESTIONE DELL’APPALTO;

In concreto, lo stesso Allegato II.14 impone di indicare, a pena di inammissibilità, le contestazioni sull’esattezza tecnica e gli aspetti tecnici del progetto esecutivo; ovvero la possibilità di eccepire sul progetto di appalto.

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Riferimento: Prontuario Gestione Varianti Edizione 2023; Prontuario esecuzione Opere Pubbliche (di prossima uscita).